Rassegna stampa n° 48 (n°8 – 2023)
Ed eccoci ai contenuti della Rassegna stampa n.°48 (n°8 - 2023): due testimoni, Armida Barelli e Jacques Maritain; la Resistenza e le illuminanti parole del Presidente Mattarella alla Festa della Liberazione; transizione ecologica e responsabilità rispetto alle disuguaglianze; toccante testimonianza di un oppositore russo; testimonianze dal Sudan ed Europa senza voce sulla guerra.
CHIESA
UMANESIMO
Sergio Di Benedetto, Cinquant'anni dopo: una lezione di Maritain per l'oggi
“La paura d’imbrattarsi entrando nel contesto della storia è una paura farisaica. La Chiesa cattolica non ha mai avuto paura di cessare di essere pura, toccando le nostre impurità. Se invece d’essere nel cuore, la purezza sale alla testa crea settari ed eretici”.
Sergio Mattarella, Intervento in occasione della cerimonia per il 78° anniversario della Liberazione
Una lezione di storia e di vita. A Cuneo del capo dello Stato condanna il falso patriottismo del regime e ricorda il contributo dei cattolici, in particolare, il principio della prevalenza della persona e delle comunità sullo Stato, il segno lasciato dal Codice di Camaldoli nella Costituzione. Onorano la Resistenza “quanti non si sottraggono a concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva... i tanti giovani che, nel rispetto degli altri, si impegnano per la difesa dell'ambiente”
Leonardo Becchetti, I costi che più vanno calcolati
Ci si domanda di questi tempi chi paga la transizione ecologica e se i costi sociali non siano troppo elevati. Bisognerebbe forse porre la questione in modo diverso. La transizione ecologica ha sicuramente dei costi che vanno però confrontati con quelli del ritardo nella transizione. Dobbiamo avere la capacità di osservare il problema simultaneamente nelle diverse dimensioni.
Giovanni Savino, Chiesti 25 anni di galera per Vladimir Kara-Murza, politico d’opposizione russo
Le toccanti parole dell'oppositore politico: "verrà il giorno in cui le tenebre che incombono sul nostro paese si dissolveranno. Il giorno in cui si potrà dire nero al nero e bianco al bianco, in cui la guerra sarà guerra e un usurpatore potrà essere detto tale. Quel giorno arriverà, non c'è dubbio: anche dopo l'inverno più freddo arriva sempre la primavera. E allora la nostra società aprirà gli occhi e non potrà che essere inorridita dai terribili crimini che sono stati commessi nel suo nome".
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