In questo strano primo maggio, in cui la Chiesa ci invita alla supplica di affidamento del Paese a Maria, il pensiero va, in particolare, ai lavoratori preoccupati per il loro futuro. Ai lavoratori costretti a massacranti turni di lavoro per garantire i servizi di cura, a quelli che già hanno perso o stanno per perdere il lavoro, a quelli che stanno sperimentando, forzatamente, lo smartworking, una nuova opportunità non priva di ombre, e tutti gli accorgimenti che, responsabilmente, si devono mettere in pratica per evitare i rischi del contagio. Mai come ora capiamo quanto tutto sia connesso: l’economia, il lavoro, la salute dell’uomo e dell’ambiente, lo sviluppo. Occorre ripensare al sistema economico assumendo la prospettiva del “noi”. E farlo fin da ora, senza indugio, perché gli effetti della pandemia non aggravino ulteriormente le disuguaglianze. Resi più consapevoli dei nostri limiti, possiamo unire gli sforzi per un lavoro più umano e rispettoso della nostra casa comune.
Caterina
Per approfondire
https://azionecattolica.it/riflessioni-e-rilanci/un-tempo-per-ripensare-il-lavoro-e-l-economia
https://azionecattolica.it/riflessioni-e-rilanci/l-uomo-il-lavoro-e-la-sua-dignita
http://www.vocedeiberici.it/primo-maggio-ripensare-insieme-lavoro/
Azione Cattolica Vicentina

