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Il ricordo dell’AC Vicentina di don Loris Capovilla

Il ricordo dell’AC Vicentina di don Loris Capovilla

Pubblichiamo due ricordi del cardinale Loris Capovilla, storico segretario di Giovanni XXIII scomparso il 26 maggio a 100 anni. Caterina Pozzato e Andrea Frison raccontano gli incontri vissuti con lui dagli adulti e dai giovani dell’AC Vicentina

“Indimenticabile la prima telefonata”

Ricordiamo con affetto speciale Loris Capovilla che ci ha lasciato alla bella età di cento anni, vissuti nella benedizione, nella preghiera, nella speranza. Segretario di Giovanni XXIII, ritiratosi dall’’89 a Ca’ Maitino di Sotto il Monte, ha dedicato la sua vita a tenere viva la memoria del “papa buono” e, soprattutto, dell’insperata sua decisione di indire il Concilio Vaticano II di cui don Loris ha incessantemente parlato con gioia tanto alle persone umili quanto ai personaggi importanti che lo andavano a trovare.

Ha vissuto appartato, ma sempre attentissimo alle vicende storiche, come un umile prete, onorato a sorpresa in extremis del titolo di cardinale da papa Francesco.

È un po’ anche merito suo il famoso e dolcissimo discorso della luna di papa Giovanni, perché proprio lui, facendo leva sull’amabile curiosità del papa, lo indusse a sbirciare dalla finestra Roma “incendiata” dalla fiaccolata dell’Azione cattolica.

Non ha mai cessato in questi anni di ricordare con amorevole vigore le parole chiave dello spirito conciliare riassunte nel “Gaudet mater Ecclesia”: gioia, maternità, comunità, e di indicare quelle che erano per lui le tre novità scaturite dal Concilio stesso: la dignità della persona, la donna, la pace.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo e incontrarlo negli ultimi quattro anni. Indimenticabile l’emozione della prima telefonata per organizzare un incontro per il campo mobile del 2012: rispose lui in persona, lasciandomi senza parole. Ne sarebbero seguite altre con parole sue sempre incoraggianti e benedicenti. E poi brevi testi scritti di suo pugno, che conservo con devozione. Davvero in questo caso la realtà ha superato e sorpreso l’idea.

Al gruppetto di rappresentanti del campo mobile che lo incontrò nel 2012 pronunciò con misericordiosa franchezza parole indimenticabili sulla Chiesa, manifestò stima sincera per il nostro pastore, il vescovo Beniamino, e incoraggiò tutti a proseguire con coraggio il cammino associativo.

Queste le sue ultime volontà: “Vorrei andarmene nel silenzio, con gli amici più intimi e fedeli, alla mattina presto”; la sepoltura “nella nuda terra” del cimitero di Fontanella “dove è sepolto David Maria Turoldo, uno dei grandi poeti che la chiesa cattolica ha avuto”.

Caterina Pozzato, Presidente diocesana Ac Vicenza

“Ci svelò il cuore del Concilio”

Anche il Settore Giovani dell’AC Vicentina coltiva un ricordo carico di affetto verso il cardinale Loris Capovilla. Nel 2008 i membri della Commissione Giovani hanno avuto la fortuna di incontrarlo e intrattenersi con lui a Sotto il Monte. A dire il vero, è stato Capovilla ad intrattenere i giovani vicentini: ci ha accolto in una piccola cappella, si è seduto ed ha iniziato a parlare: “Tantum aurora est”, siamo appena all’alba. Lo sguardo di speranza che l’allora novantenne sapeva trasmetteva (e che ha continuato a trasmettere fino all’ultimo dei suo giorni) ci ha lasciati tutti senza parole. In quegli anni il Settore Giovani dedicava molte e energie all’approfondimento del Concilio Vaticano II: Loris Capovilla non ci ha raccontato il Concilio, ma ce ne ha svelato il cuore. Al collo portava una croce realizzata partendo da una medaglia che rappresentava la nomina del primo cardinale africano, Laurean Rugambwa, elevato al rango di cardinale nel 1960 proprio da Papa Giovanni XXIII. Il pensiero di Capovilla andò subito a Barack Obama, il primo uomo di colore a diventare presidente degli Stati Uniti. «È una persona seria, onesta, lo si vede da come cammina», ci disse il cardinale, che ci salutò con un’immagine che a ripensarla oggi mette i brividi: «Facciamo dell’Italia una lunga pista di volo, una portaerei nel Mediterraneo dalla quale partire per portare nel mondo non la guerra ma l’amore».

Tantum aurora est.

Andrea Frison, Vice Presidente del Settore Giovani dal 2008 al 2014

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